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venerdì 7 febbraio 2020

Conad/Auchan - Pensieri in libertà

UNA VOLTA ERAVAMO IMPORTANTI.........

E pensare che una volta eravamo importanti, una volta fornivamo servizi e creavamo ricchezza, e tutti si sentivano parte di in progetto importante dove ogniuno di noi era importante. Eravamo formati e coinvolti in tutti i processi evolutivi e strategici. Una volta ci affidavano le chiavi dei negozi e dei depositi, talvolta ci chiedevano di sospendere le ferie perché eravamo importanti e producevamo valore aggiunto, qualità, servizi, ricchezza.
Del tempo prezioso è stato speso per il perfezionamento delle nostre professionalità. Abbiamo avuto e vissuto rapporti di fiducia, di accrescimento e scambio. Siamo stati parte di un progetto, di una visione da condividere e di cui essere orgogliosi.
Ci siamo messi in gioco, abbiamo dato e ricevuto.
Abbiamo fatto parte di un disegno complesso nel quale ogniuno era parte di un risultato ed un obiettivo da raggiungere con assidua  caparbietà.
Eravamo gratificati e soddisfatti della nostra appartenenza e della nostra efficacia.
Avremmo forse potuto e dovuto prevedere e riconoscere il fallimento? E soprattutto avremmo potuto evitarlo? Ci siamo limitati a perseguire con entusiasmo e diligenza sempre e comunque le indicazioni e le direttive impartite dall'alta dirigenza.
Ora la nuova proprietà, trasudante di buoni sentimenti di cui fa insistentemente bandiera nei suoi sempre più suggestivi spot pubblicitari, ci rasserena dichiarando assoluta disponibilità nel trattare la grave crisi aziendale incombente (a quanto pare non abbastanza da farli desistere dall'affare) e assicurando di avvalersi della sola volontarietà consensuale d'uscita nell'ambito della complessa trattativa di fine rapporto in relazione ai dichiarati quanto pare inevitabili esuberi.
Ed ora? Cosa siamo adesso? Cosa è successo? Quali nuovi riferimenti abbiamo? Che futuro ci aspetta? Quali gli obbiettivi da perseguire? Di quale realtà lavorativa facciamo parte?
È sicuramente sensato sostenere ora che per i collaboratori meno giovani coinvolti, al di fuori del perimetro diretto delle vendite, la prospettiva sul prossimo futuro potrebbe essere fortemente instabile e a rischio. L'incertezza di un ipotetico ed effimero ricollocamento si sovrappone alla concretezza di una uscita volontaria incentivata che di fatto ne strumentalizzerà la scelta. Per conseguenza materiale si costituirà un importante bacino di esseri umani spesso con famiglia fuori dal mercato del lavoro, troppo vecchi per sperare in una ricollocazione, tanto giovani e distanti dai requisiti ai fini pensionistici.

E pensare che una volta eravamo importanti.......